05/02/12

Resident Evil: Revelation

Tra i titoli 3DS che sin da subito hanno attirato maggiormente l'attenzione figura di certo Resident Evil Revelation, vuoi per il Brand di richiamo, vuoi per la sua sontuosa veste grafica o ancora per la promessa di Capcom di riportare la serie, almeno con questo Spin-Off, sui binari dei primi 2 indimenticabili episodi, tornando al genere Survival Horror. Dopo aver passato circa una ventina di ore sul gioco, finendo la campagna principale e provando la modalità multiplayer Raid, è ora di tirare le somme e vedere se il gioco ha rispettato le aspettative.
Bundle, andato a ruba, del gioco + circle pad pro,
 io ho comprato questa versione, e l'accessorio,
sebbene inguardabile, risulta inaspettatamente
 ergonomico e svolge alla grande il suo lavoro
 migliorando non poco l'esperienza di gioco.
Resident Evil Revelation ha luogo nel lasso di tempo che intercorre tra il quarto e il quinto capitolo della serie principale, i due protagonisti del gioco Jill Valentine e Chris Redfield fanno ora parte della B.S.A.A, un gruppo antiterroristico che si occupa di minacce batteriologiche, proprio nel bel mezzo di un'indagine il quartier generale perde i contatti con i due agenti incaricati alla missione, Chris e la sua nuova collega Jessica Sherawat, l'ultimo posto dove sono stati localizzati si trova nel bel mezzo del mediterraneo, su una, un tempo lussuosa, nave da crociera chiamata Zenobia, Jill e il suo collega Parker Luciani vengono incaricati di recarsi sulla nave e scoprire cosa è successo ai loro compagni, giunti a destinazione i due capiranno di avere a che fare con la VELTRO, un'organizzazione di bioterroristi che minaccia di diffondere il pericoloso Virus T-Abyss attraverso le risorse idriche della terra.
Cosi ha inizio una storia che, a dispetto di molti capitoli della serie, non è affatto lineare, piena di colpi di scena, in cui impersoneremo più di un personaggio e in diversi archi temporali, il tutto narrato, come accadeva già in Alone In The Dark e Alan Wake, a mo di serie TV, con il colpo di scena alla fine di ogni capitolo e il riassunto della "puntata" precedente prima dell'inizio del nuovo capitolo, la trama in generale non nulla di originale o incredibile, ma è comunque ben scritta e tiene alta la suspance per tutta la durata del gioco.
 Queen-Zenobia
 inquietante nave da crociera dove avrà luogo la maggior parte della vicenda
Come scritto pocanzi l'intenzione di Capcom era di creare un episodio in linea con i primi tre capitoli della serie, e devo dire  che l'operazione è brillantemente riuscita, ovviamente nel 2012 non si potevano riproporre le stesse identiche e ormai obsolete meccaniche di tredici anni fa, per cui Capcom è riuscita a fare un sapiente miscuglio, prendendo tutto ciò che di buono c'era nei primi 3 capitoli, molti elementi, specie per i controlli, dal quarto e dal quinto capitolo, e aggiungendo in fine delle novità e delle trovate ispirandosi molto al gioco che in questa generazione si è imposto come il vero Horror, ovvero Dead Space, il risultato finale è ottimo, il gioco nella sua maggior parte si svolge sulla nave Zenobia, che negli interni ricorda non poco la villa del primo Resident Evil, qui il gameplay è da vero survival horror, ci muoveremo per lo più in ambienti stretti e bui, con mostri che sbucheranno all'improvviso da ogni dove provocandoci più qualche balzo di paura, cosa alla quale ormai Resident Evil ci aveva disabituati, le munizioni sono limitate, dovremo razionalizzarle bene per non trovarci a secco contro i mostri più potenti, a tal scopo ci verrà incontro un accessorio in dotazione alla B.S.A.A., ovvero il Genesis, uno scanner che rileva virus batteriologici e ne crea un antidoto, allo stesso tempo permette di trovare oggetti e munizioni nascoste invisibili ad occhio nudo, potremo equipaggiarlo in qualsiasi momento per scansionare le varie zone in cui ci muoviamo e una volta raggiunto il 100% di scansione di una determinata area, il Genesis ci ricompenserà con un'erba medica, una buona trovata che rende il gameplay più vario e permette di scoprire alcuni segreti che ci aiuteranno non poco nel progredire in un gioco dalla difficoltà, rispetto alle attuali produzioni, abbastanza alta. 
La gestione delle armi è molto simile ai vecchi episodi potremo portarne con noi solo tre tipologie, mentre le altre che troviamo possiamo conservarle in un baule che ritroveremo in varie zone della Nave e che potremo utilizzare sia per scambiare le armi che per potenziare le stesse, utilizzando le valigette di potenziamento che troveremo nel corso del gioco.
Introdotta finalmente anche la possibilità di muoversi mentre si spara, risolvendo cosi una pecca che la serie si portava dietro da troppo tempo, tale azione è resa molto più semplice e comoda da eseguire con il circle pad pro, che personalmente considero quasi indispensabile per godere al massimo del gioco.
Insomma un graditissimo ritorno all'horror vero e proprio che ha dato inizio della serie, anche se non mancheranno alcuni capitoli di gioco più action, ambientati in zone di più ampio respiro e luminose, dove avremo a disposizione una potenza di fuoco maggiore e il gameplay ritornerà più simile agli ultimi due Resident Evil.
Corridoi stretti e bui dove da un momento all'altro può sbucar fuori un mostro
 pronto a cibarsi di voi,dopo la virata action presa dalla saga principale
 almeno questo spinn-off ci regala un survival horror coi fiocchi 
Dal punto di vista grafico c'è poco da dire, il gioco è a mani basse quanto di meglio ci sia su 3DS, l'impatto generale ha poco da invidiare ai giochi per console casalinghe, i personaggi, in particolare Jill, sono modellati splendidamente, con tanti poligoni e ottime texure a coprirli, ottimi anche i volti di quest'ultimi anche se non particolarmente espressivi, anche gli scenari sono ottimi, soffrono un po di ripetitività di texure e in quanto a dettaglio non sono al livello dei personaggi, ma si fanno complessivamente apprezzare, complice anche l'ottima gestione di luci e ombre, oltre ad alcuni effetti volumetrici davvero da console next-gen, il tutto da un impatto clamoroso che su 3DS difficilmente si poteva immaginare, un po sottotono invece la realizzazione dei mostri, c'è ne sono di vari tipi, ma tutti hanno un design non troppo azzeccato e tutti coperti dalle stesse texure monocromatiche. 
Passando all'implementazione del 3D anche qui si è fatto un ottimo lavoro, oltre a regolare la levetta analogica del 3DS è possibile scegliere tra tre tipi di 3D dal menù di gioco, possiamo scegliere tra normale, forte  e molto forte, da amante del 3D e della super profondità ho provato il 3D molto forte, ma sebbene fosse davvero profondo ho riscontrato nelle zone più scure, e nel gioco sono tante, problemi di ghosting, inoltre basta davvero inclinare di un nulla la console per perdere l'effetto 3D, cosi ho ripiegato sul forte, che rappresenta a mio modo di vedere il giusto compromesso e garantisce un'ottima immersività nel gioco.
Le cut-scene del gioco sono realizzate in computer grafica,
 la compressione video è abbastanza buona
Va detto che qualche compromesso per raggiungere tali livelli di magnificenza è stato fatto, il frame rate del gioco è abbastanza stabile, ma soffre di sporadici cali, tal volta molto evidenti e un po fastidiosi nelle situazioni con tanti nemici su schermo, poi va detto che nei rari casi in cui ci troviamo in scenari più aperti, il motore grafico cede il fianco e questi risultano essere più spogli e privi di dettagli rispetto alle aree chiuse e ristrette dentro la nave, altro limite è che l'intelligenza artificiale dei nemici non è proprio il massimo, sopratutto quando sono in gruppo capita di vederne alcuni fermi senza che provino ad attaccarvi, oppure che vi vengano incontro senza però sferrare il colpo, anche i nostri comprimari non sono proprio dei geni, saremo quasi sempre accompagnati da un altro personaggio, peccato che quest'ultimo risulta essere letteralmente inutile, a volte non spara ai nemici e quando lo fa o li manca clamorosamente oppure anche se li  colpisce non arreca loro alcun danno, come se gli sparasse a salve, inoltre i nemici li ignorano totalmente rivolgendo l'attenzione esclusivamente a noi, e in effetti essere ignorati e ciò che i nostri partner si meritano per quanto sono deficienti e inutili.
Una menzione particolare va fatta al comparto audio, perfetto in ogni situazione, con musiche azzeccatissime e tantissimi ottimi effetti di rumori e voci inquietanti che riverberano da lontano e che tengono in costante ansia il giocatore, consiglio "vivamente" di giocare usando delle buone cuffie per apprezzare l'ottimo lavoro fatto e immergersi veramente nel gioco, buono anche il doppiaggio in italiano, novità assoluta per la serie, con alcuni personaggi riusciti, come Jill e altri un po meno, ad esempio non mi ha convinto del tutto il doppiaggio di Parker, ma in linea di massima è stato fatto anche qui un buon lavoro.
Le immagini sono queste, giudicate voi
Missione compiuta per Capcom, che è riuscita a confezionare sulla portatile Nintendo uno dei migliori capitoli della serie, con un graditissimo ritorno all'horror e con una quantità di materiale e una cura generale davvero all'altezza delle migliori produzioni su console casalinghe, un'avventura irrinunciabile per tutti i fan della serie e gli amanti degli horror in generale, che terrà incollati al piccolo schermo del 3DS per le circa 12 ore di durata della storia principale e anche oltre con la riuscita modalità multiplayer Raid.
VOTO: 8.8

01/02/12

Pullblox

Come già detto il 3DS nell'ultima stagione natalizia si è lasciato alle spalle il timore di affondare nelle sabbie mobili sulle quali camminava, ciò principalmente grazie alla doppietta messa a segno con Mario 3D Land e Mario Kart 7, ma ha contribuito alla causa anche l'avvento di contenuti di qualità su Eshop, negozio digitale del 3DS, tra i giochi digitali da me scaricati che ho apprezzato di più, figura senza possibilità di smentita il puzzle game degli Intelligent System, Pullblox.
Ecco l'eroe del gioco con i bambini appena salvati
Pulblox, come il nome suggerisce, si basa sul tirare dei blocchi, noi impersoniamo un ragazzino di questo fantasioso mondo super deformed, dove dei bambini sono rimasti intrappolati nelparco in cima a delle strutture composte da blocchi, dunque dovremo affrontare decine e decine di stage nei quali dovremo tirar fuori i blocchi da queste sculture in modo tale da crearci una "scaletta" che ci permetta di arrivare in cima alla struttura dov'è intrappolato il povero bambino, la struttura di gioco è tanto semplice da giocare quanto difficile da spiegare a parole, le strutture sono composte da blocchi di diverso colore, quelli dello stesso colore sono uniti tra loro, ergo se tiriamo un blocco rosso allora usciranno fuori tutti i blocchi rossi della struttura e cosi via, per crearci il nostro passaggio verso la cima dovremo dunque tirare fuori i blocchi nel giusto ordine sapendo che potranno essere tirati fuori solo per un massimo di 3 livelli di profondità, se ad esempio tiriamo fuori i blocchi inferiori di 3 livelli, una volta salitici sopra potremo tirare fuori i blocchi superiori di soli due livelli e cosi via.
Il gameplay è davvero divertente, e sebbene i primi stage siano piuttosto facili, fungendo per lo più da tutorial, quelli più avanzati hanno conformazioni molto articolate e riuscire a raggiungere la cima diventa sempre più difficile e dovremo provare varie combinazioni prima di trovare quella giusta.
Siamo a buon punto della scalata!

A livello grafico il gioco è, in pieno stile Nintendo, molto "fanciullesco" e colorato, ma la cosa più riuscita è l'effetto 3D, bellissimo da vedere e profondo come non mai, uno dei migliori su 3DS e sopratutto funzionale ai fini del gioco, ne converrete che dovendo tirare fuori dei blocchi per vari livelli di profondità, il 3D stereoscopico fa saltare subito all'occhio la distanza tra i blocchi, dando la percezione concreta di quanto un blocco è più fuori rispetto ad un altro,  il che ne comporta un guadagno a livello di gameplay e risulta quasi essenziale negli stage più avanzati e complessi.
L'editor del gioco per creare i propri livelli

L'unica pecca del gioco sta nella ripetitività, sebbene infatti il gioco sia divertente e ci siano davvero tonnellate di stage, alla fine il gamplay di fondo è sempre lo stesso, e alla lunga risulta ripetitivo, certo prima di farvi venire a noia passeranno ore e ore, e la possibilità di creare i propri stage o giocare quelli fatti da altre persone ne aumenta ancor più la longevità, peccato solo che siano condivisibili solo tramite QR code, un sistema di condivisione online sarebbe stato di certo meglio, ma considerando che il gioco costa 6 euro ed è un titolo digitale gli si perdonano senza problemi queste piccole pecche, di certo se c'è un gioco su Eshop che merita di essere installato sul vostro 3DS questo è Pullblox.

VOTO: 8.6

31/01/12

To The Moon

Tra tante cose il 2011 è anche stato l'anno della ribalta dei cosiddetti Indie, giochi sviluppati da piccoli team indipendenti con budget limitati, spesso però questi giochi riescono a proporre delle meccaniche di gameplay e delle trovate davvero originali che invece non si vedono nelle grandi produzioni ad alto budget, in quanto le grandi software house, che investono cifre enormi per lo sviluppo dei loro giochi, non sono disposte a rischiare di sbagliare il colpo proponendo soluzioni innovative che magari poi non vengono apprezzate, ergo preferiscono andare sul sicuro sfornando seguiti su seguiti e  meccaniche di gioco già collaudate e di "successo".Tra i tanti bellissimi giochi indipendenti usciti lo scorso anno oggi voglio parlare di uno che mi ha colpito particolarmente, To The Moon.
Quando mi cercherai sappi che io sarò li ad aspettarti...sulla luna
To The Moon viene presentato dai suoi sviluppatori come un'avventura grafica con elementi da RPG,  in realtà non è propriamente cosi, ma procediamo con ordine, il gioco ci mette nei panni di Neil Watts ed Eva Rosalene, due scienziati della Sigmund Corp, una società futuristica che si occupa di dare alle persone in punta di morte una seconda possibilità di compiere ciò che in vita non sono riusciti a fare, a tale scopo viene utilizzata una particolare macchina che permette di entrare nella mente del paziente e da li viaggiare a ritroso nei suoi ricordi e cambiare alcuni elementi della sua vita, cercando cosi di esaudire il suo desiderio incompiuto memorizzandolo nei suoi ricordi, chi ha visto il film Inception noterà di certo qualche analogia, il nostro cliente si chiama Johnny, un anziano vedovo che ormai giace nel suo letto privo di sensi con poche ore di vita rimastegli, arrivati a destinazione i nostri due scienziati chiedono alla badante qual'è il desiderio che il vecchio Johnny voleva realizzare, la risposta era prevedibile, andare sulla luna. A questo punto grazie al macchinario su citato, riusciamo ad accedere ai ricordi di Johnny e procederemo a ritroso, da quello più recente nella sua vecchiaia sino ad arrivare alla sua infanzia, con lo scopo di capire qual'è motivo di questo suo strano desiderio e riuscire a cambiare i suoi ricordi in modo tale da farlo diventare un astronauta e andare sulla luna.
La grafica 16 bit del gioco rende ancora maggiore la sensazione di nostalgia
e ripiega alla mancanza di poligoni con uno stile artistico fenomenale

Il gioco si presenta con una veste grafica 16 bit con visuale dall'alto molto retrò, che ricorda i primissimi Final Fantasy, ma l'elemento RPG a cui accennavo pocanzi si esaurisce qui, il gioco è un'avventura grafica, un po atipica però, poiché non ci sono enigmi, non c'è da capire dove andare o cosa fare, non ci sono tanti oggetti da raccogliere nell'inventario, il gioco è tutto incentrato sulla storia, il gameplay si limita a muoverci negli scenari dei ricordi di Johnny e scoprire tutta la sua vita attraverso ricerca di pochi indizi e siparietti fatti da tanti dialoghi, solo testuali, scritti benissimo e che ci racconteranno superbamente la storia di quest'uomo con tanti colpi di scena e situazioni emotivamente forti e commoventi, la mancanza di un gameplay più corposo potrebbe essere vista da fuori come un difetto, ma giocando il gioco non se ne sente affatto la mancanza e si apprezza quest'opera per quello che è e che vuole raccontare, ovvero una storia matura e non banale come purtroppo non se ne vedono nei giochi tripla A.
Raccontare una storia, è proprio questo ciò che fa principalmente
 To The Moon e lo fa come pochi  videogiochi  riescono a fare

Dal punto di vista tecnico, come già detto, il gioco sfoggia una grafica 16 bit molto datata che magari, sebbene si tratti di un Indie, potrebbe far storcere il naso a qualcuno, va detto però che vista la natura del gioco e la storia nostalgica narrata, questo stile calza a pennello, sopratutto impreziosito com'è da un sapiente design artistico e da inquadrature prospettiche sempre azzeccate. 
Una menzione particolare va fatta per la colonna sonora del gioco, per lo più composta melodie di pianoforte che si ripetono, e che accompagna magistralmente tutti i momenti e le situazioni di gioco, in particolare il tema principale entra in testa e difficilmente ne esce, sopratutto risulta difficile pensare ad una melodia più azzeccata per questo particolare tipo di gioco.
To The Moon è un esperienza da provare, a patto di avere una discreta conoscenza della lingua inglese, poiché, almeno al momento, non è disponibile in altre lingue, un piccolo compromesso da accettare per godere di un gioco che mi sento di definire una piccola opera d'Arte.

VOTO: 8.7

Il gioco può essere acquistato dal sito ufficiale QUI

30/01/12

TES V: Skyrim

The Elder Scrolls V: Skyrim è stato osannato dalla critica internazionale e premiato quasi all'unanimità come Game Of TheYear 2011, oltre ad aver scatenato nel web una vera e propria mania, che va da quella della freccia al ginocchio sino all'urlo "Fus ro dah!" del protagonista, nel mio piccolo, dopo quasi 100 ore passate per le fredde lande della regione di Skyrim, voglio dire qualcosa su questo fenomeno videoludico.

Il gioco come soprascritto è ambientato nella regione di Skyrim, la provincia più a nord del continente di Tamriel(dove è ambientata tutta la saga), la vicenda ha luogo circa 200 anni dopo quelle narrate in TES IV: Oblivion, il tutto sullo sfondo della battaglia tra l'Impero e i Manto della Tempesta, ma non è solo questo conflitto a gravare su Skyrm, c'è di peggio, si tratta del ritorno dei draghi, creature mitologiche che si credevano estinte, pronte a mettere in ginocchio Tarmiel condotte da Alduin "il divoratore di mondi", stando alla leggenda solo un uomo può sconfiggere i draghi e riportare la normalità, il Dovahkiin! o in lingua comprensibile Sangue di drago, colui che riesce a padroneggiare l'Urlo, il linguaggio dei draghi, usato da quest'ultimi anche per combattere, e chi sarà mai costui? ma noi ovviamente.
Skyrim ancor più dei suoi predecessori è immenso, definizione che calza a pennello sia con le dimensioni della mappa esplorabile che con la quantità di roba che c'è da fare e scoprire nel gioco, la struttura è la solita, RPG fantasy con visuale in prima persona, con possibilità(altamente sconsigliata) di passare alla terza persona, all'inizio del gioco dovremo scegliere la razza del nostro guerriero tra le solite della serie, ma questa volta non sarà come in Oblivion, dove in base alla razza scelta si potevano sviluppare solo determinate caratteristiche peculiari, qui quale che sia la razza si può nel corso del gioco sviluppare qualunque abilità vogliamo senza limitazioni, potendo creare un guerriero perfetto in tutto, a patto di giocare come se non ci fosse un domani.
Il Dovahkiin non teme nulla e nessuno

Il sistema di combattimento rimane quasi invariato da Oblivion, abbiamo due mani a disposizione e possiamo utilizzarle in varie combinazioni possibili, ad esempio due spade leggere, una per mano oppure un solo spadone a due mani, o ancora una spada leggera in una mano e un incantesimo pronto per l'uso nell'altra, combinazioni a non finire, peccato che per la maggior parte del gioco si è propensi ad utilizzare sempre la stessa combinazione, perché cambiare armi non è affatto comodissimo in quanto per farlo occorre entrare nel menù, spezzando cosi l'azione, rispetto ad Oblivion sono state aggiunte delle "finishers", riprese da Fallout 3, che rendono i combattimenti più vari e spettacolari da vedere.
Il mondo di Skyrim è davvero immenso e realizzato in maniera eccelsa, la conformazione del territorio e credibile e realistica, in Oblivion la mappa di gioco era piuttosto piatta, qui invece, complice anche l'ambientazione montuosa, la mappa si sviluppa molto anche in verticale, ci sono crepacci, colline, paludi e le immense catene montuose innevate, il tutto  popolato da creature e animali che hanno una loro vita e una propria routine di comportamenti credibili, tutto ciò trasmette una sensazione di mondo "vero" e vivo come mai avevo visto in un gioco prima d'ora, tale varietà e credibilità la si riscontra anche negli ambienti chiusi,  in Oblivion per esempio tutti i dungeon erano per lo più uguali, spesso dei corridoi molto lineari, qui invece ogni dungeon è completamente diverso dall'altro, ognuno è pieno di particolari e realizzato benissimo, offrendo maggiori bivi e sviluppo d'esplorazione anche in verticale, anche le quest del gioco sono nettamente migliori rispetto al passato, oltre alla quest principale anche tutte le sub-quest delle varie confraternite e buonissima parte di quelle che ci vengono date a caso dagli abitanti, sono interessanti, ben articolate e sopratutto molto variegate, non annoiando cosi quasi mai, proponendo sempre cose diverse e interessanti da fare, anche dopo ore e ore di gioco.
La ricostruzione del mondo di gioco non ha precedenti per quantità e qualità
Dal punto di vista tecnico lo stacco con il predecessore è netto, dopotutto Oblivion usci all'inizio di questa generazione di console, Skyrim invece arriva ora che la generazione è quasi al tramonto e le software house sanno come spremere per bene l'hardware, ovviamente non ha un impatto grafico paragonabile agli ultimi giochi tripla A usciti in questi mesi, quali Uncharted 3 o Gears of War 3, ma considerando la grandezza del mondo di gioco e la mole di elementi che deve reggere, il comparto tecnico è promosso a pieni voti, e si perdonano anche alcune texures in bassa risoluzione e qualche glitch qua e là.
Skyrim rappresenta di sicuro il nuovo termine di paragone per tutti gli RPG occidentali, un gioco immenso per quantità e qualità che merita il clamore generatoglisi attorno e, sebbene non manchino "concorrenti" di assoluto spessore, a mani basse rappresenta il gioco più bello che il 2011 ci ha lasciato.

VOTO: 9.5

22/11/'63

Oggi parlo dell'ultima fatica di Stephen King, vale a dire 22/11/'63, come il titolo suggerisce il libro tratta, per la prima volta per l'autore, di un avvenimento storico reale, un fatto che sconvolse l'America, l'assassinio del 35° presidente degli Stati Uniti, John Kennedy, il libro di King segue il filone dei romanzi "What if", cosa sarebbe successo se Kennedy si fosse salvato? l'America si sarebbe evitata le lotte raziali, la guerra fredda e quella del Vietnam? su questi interrogativi si basa il romanzo storico di King, che per la prima volta si discosta dal suo genere di appartenenza Horror/Thriller, e lo fa con la maestria e l'ispirazione che gli mancavano da tempo.
Cover americana del romanzo
Il libro narra le vicende di Jake Epping, un tranquillo professore di inglese separato dalla moglie, Jake è un assiduo frequentatore di un locale che invece viene bistrattato dai suoi colleghi, la tavola calda di Al, sarà proprio da li che inizierà l'avventura del giovane insegnante, il proprietario del locale, Al Templeton, ha scoperto, nel retrobottega del locale, un passaggio spaziotemporale che porta direttamente alle 11:58 del 9 settembre 1958, Al la chiama "la buca del coniglio", ogni volta che si entra si torna nel passato, si può stare li tutto il tempo che si vuole, quando si torna nel presente saranno passati soltanto 2 minuti, se si cambia qualcosa nel passato quando si esce dalla "buca" allora lo si ritroverà cambiato anche nel presente, ma se si rientra nuovamente nella "buca" si ci ritroverà nuovamente nello stesso identico punto e nella stessa identica ora del primo viaggio, e tutti i cambiamenti fatti nel viaggio precedente verranno riazzerati.
Al non ha dubbi su come usare la "buca", oltre ai suoi affari, vuole accertarsi che Lee Oswald sia il vero è unico assassino che sparò a Kennedy nella mattina del '63 a Dallas, e a quel punto ucciderlo per salvare la vita al presidente e garantire un futuro migliore al popolo americano, il problema è che "il passato si armonizza" e non vuole essere cambiato, nella sua permanenza Al incontra molti ostacoli, sin quando non si ammala di cancro ed è costretto a rinunciare alla propria missione e tornare nel presente, cosa fare allora? ovvio, chiedere al proprio miglior cliente e unico amico di compiere la missione al posto tuo, sarà cosi che Jake Epping si convincerà a fare l'ultimo favore ad un amico moribondo e tornerà nel passato dove troverà amici, nemici, amore e in fine tenterà di cambiare il passato.
Lee Harvey Oswald, è stato davvero lui a uccidere Kennedy?
 o rappresentava solo un capro espiatorio?
neppure King può svelare davvero questo mistero
Sebbene King abbia scelto un genere differente rispetto al suo solito repertorio, il suo stile rimane immutato, tutto è descritto nei minimi particolari, ogni dettaglio viene riportato maniacalmente, King riesce davvero a trasmettere in maniera perfetta la vita di fine anni '50 e inizio anni '60, gli odori, gli usi, costumi e la mentalità della gente, tutto è descritto con precisione e si ci sente davvero immersi in quel particolare periodo storico, le parole di King scorrono fluide, il libro è scritto benissimo, con la giusta atmosfera e i giusti tempi, un ritorno ai fasti del RE, lasciandosi alle spalle la mediocrità di The Dome, come in tutte le sue opere anche qui King è stato molto prolifico, il libro conta 768 pagine, forse quest'ultimo il un suo unico piccolo difetto, il libro poteva essere più corto, a volte sembra troppo diluito e capita ad esempio di leggere 10 pagine, scritte benissimo per carità, ma che alla fine non hanno praticamente detto nulla e non portano avanti il romanzo, per il resto un grande ritorno di King con un romanzo imperdibile per i suoi discepoli e non.

VOTO: 9

Ghost Trick: Phantom Detective

Quando sentii che Shu Takumi, creatore di Ace Attorney una delle mie serie preferite su DS,  era a lavoro su un nuovo gioco, subito l'hype salì alle stelle, il gioco in questione è Ghost Trick e non ha deluso le mie aspettative, anzi...
L'ispirata cover USA del gioco
Ghost Trick racconta la storia di un fantasma di nome Sissel, morto in circostanze al quanto misteriose, il problema, oltre al fatto che è morto stecchito, è che una volta passato a miglior vita Sissel ha perso completamente la memoria, non sa più chi è, cosa ci facesse nel luogo in cui è stato freddato e sopratutto chi e perché lo voleva morto, il protagonista decide dunque di sfruttare la sua forma astratta per indagare e trovare le risposte a questi interrogativi, ma viene a sapere che per scoprire la verità ha solo quella notte, poiché all'alba svanirà per sempre dalla terra.
Con queste premesse inizia un'avventura che non mancherà di personaggi strambi e carismatici(alla Ace Attorney), siparietti ironici, colpi di scena a non finire e tante tantissime righe di testo da leggere che però non stancano e non annoiano mai, sino ad arrivare al fantastico finale a sorpresa.
Dal punto di vista del gioco vero è proprio noi dovremo muovere il fantasma di Sissel attraverso vari scenari 2D facendolo spostare attraverso gli oggetti presenti nello scenario, con alcune limitazioni, infatti possiamo spostarci solo fra oggetti vicini tra loro lo spostamento non può coprire distanze tropo ampie, per muoverci da uno scenario ad un altro invece useremo spesso i telefoni, infatti, chi lo avrebbe mai detto, i fantasmi riescono ad intercettare le chiamate e teletrasportarsi dall'altra parte della cornetta attraverso la linea telefonica.
Per rendere l'idea di con chi avremo a che fare

Oltre alla perdita di memoria e all'impossibilità di muoversi come nei bei tempi andati, morire comporta anche qualche vantaggio, Sissel infatti una volta divenuto fantasma acquisisce un' abilità particolare, in pratica quando trova un cadavere, cosa che avverrà spesso nel gioco, può entrare in contatto con la sua anima, anch'essa purtroppo smemorata, per scoprire chi è costui e ottenere informazioni dovremo salvargli la vita, qui entra in gioco l'abilità di Sissel di riavvolgere il tempo e tornare a pochi minuti prima della morte del malcapitato, fatto ciò dovremo cercare di capire di cosa è morto il poveretto per poi tentare ,coi mezzi a nostra disposizione, di salvargli la vita, spostandoci come sempre di oggetto in oggetto cercando di capire cosa dobbiamo e possiamo modificare per evitare il fattaccio, salvatagli la vita ritorneremo nel presente e la persona che abbiamo aiutato sarà viva e gli ritornerà anche la memoria, inoltre avrà stabilito con noi una sorta di contatto psichico ergo potremo parlagli e chiedergli lumi quando la incontreremo.
Ci resta poco tempo per capire come salvare la bella rossa

Dal punto di vista tecnico Ghost Trick è uno dei più bei giochi che il vecchio DS è riuscito ha sfornare nella sua onorata carriera, la grafica completamente in 2D è un qualcosa di straordinario, pulita colorata e sopratutto con delle animazioni come nei giochi 2D non le si vedevano dai tempi di Another World o Broken Sword, insomma questo gioco è una piccola perla, acquisto obbligatorio per gli amanti delle avventure grafiche e dei puzzle/mistery, se poi avete anche giocato e apprezzato la saga di Ace Attorney allora ancor più un gioco da avere.

VOTO: 9

29/01/12

Fifa 12 un amore finito

La mia carriera di calciatore professionista non retribuito inizio circa 14 anni fa con il fantastico ISS Pro 98, era un gioco che a differenza del suo rivale di sempre, FIFA, offriva un gameplay realistico e simulativo, sempre relativamente al tempo in cui uscì. Annualmente la serie ha continuato a migliorarsi e a garantire la migliore esperienza calcistica dapprima su Psx e poi anche su Ps2, cambiando nome in PES e introducendo progressivamente squadre di club(inizialmente senza diritti e con nomi fittizi) e la modalità Master League, modalità storica della serie che ha contribuito non poco al successo della stessa, insomma un dominio decennale per una serie che si autodefiniva, con cognizione di causa, "il RE dei giochi di calcio", lasciando a FIFA solo la nomea di gioco arcade e irrealistico, seppur con tonnellate di squadre licenziate rispetto a PES, che ha colmato, in parte, questo gap solo ora che purtroppo però ha lasciato andare alle ortiche tutto il resto.
Carlos Valderrama nella cover di International Superstar Soccer Pro '98
Come tutti gli imperi anche quello di PES anni di dominio incontrastato è caduto, la situazione che ha portato a questa fine è stata l'arrivo delle nuove console nel 2006/2007, subito si è capito che qualcosa non andava quando Konami rilascio un PES 2007 osceno per xbox 360, un gioco che era graficamente uguale alla versione ps2 con risoluzione più alta e tante modalità tagliate, un gioco da dimenticare pensai, il prossimo sarebbe stato diverso, ecco che un anno dopo a ottobre 2007 escono PES 2008 e FIFA 08, qui si inizio a sentire concretamente puzza di bruciato, un PES sempre graficamente indietro di una generazione, con animazioni legnose, gioco su binari, e gameplay frenetico e arcade, di contro FIFA 08 propone un gioco più lento, ragionato, con un sistema di passaggi nuovo, un controllo del giocatore molto più libero e una grafica che seppur troppo plasticosa faceva già vedere la bontà dei poligoni delle nuove console, da li ogni anno FIFA ha continuato a limare e migliorare, sopratutto nella realisticità della partita e nel controllo del giocatore, sino ad arrivare ad un sistema di controllo a 360° e raggiungendo anche una grafica bellissima e sopratutto delle animazioni realistiche ed armoniose, PES invece si è fermato le animazioni sono rimaste legnose, il ritmo di gioco troppo frenetico e arcade, e la grafica sempre un passo indietro.
Va detto che il sorpasso di FIFA è stato anche sintomo di un processo evolutivo che ha portato con l'ultima generazione di console ad un sorpasso da parte degli sviluppatori di videogiochi occidentali nei confronti di quelli giapponesi, un tempo maestri indiscussi, non è un caso che oggi i JRPG come Final Fantasy sono spariti, e lo stesso GDR di Square ha perso lo smalto dei tempi migliori, cosi come software house come Capcom o Konami un tempo regine indiscusse sono ora nulla a confronto di una Electronic Arts o una Activision Blizzard ma questa è un altra storia.
FIFA 08 vs PES 2008

Io ho abbandonato PES dopo il l'episodio 2009, da li mi ho comprato solo FIFA, prima il 10 con il quale mi  sono goduto la modalità Ultimate Team, poi FIFA11, dove ho sempre continuato a giocare a UT e ho iniziato a scoprire le meraviglie della modalità Pro Club, l'Ottobre scorso è arrivato FIFA 12, gioco che ha portato tante novità, in primis il nuovo sistema difensivo, l'impact engine che ha migliorato la fisica di giocatori e palla e altre novità, ne ero entusiasta di sicuro il FIFA migliore di tutti i tempi...invece lo sto giocando poco, non ho iniziato la modalità UT perché ha già dato tutto nei precedenti 2 episodi, ho iniziato il pro club, sarà che ho un compagno troppo scarso, ma non mi da le stesse sensazioni di quello di FIFA 11, giocare offline non l'ho mai fatto, partite online ne ho fatte poche e in quelle poche che ho fatto ho notato che alcuni difetti della serie sono sempre li e anzi sembrano peggiorati, caricamenti lunghi, gioco che si blocca sporadicamente, partite che tal volta danno l'impressione di essere pilotate dal computer come nemmeno calciopoli se fosse mai esistita...insomma mi sono stancato di FIFA 12, metteteci pure che c'è Pazzini in copertina, e nella Juve non c'è un giocatore fatto bene, mi passa la voglia quando di giocare quando vedo Vucinic, Matri, Vidal ecc che sembrano chiunque meno che loro.
Il RE è tornato! io non me ne sono accorto
Mai come in questo momento rimpiango i bei PES d'un tempo e faccio il tifo perché con i prossimi episodi facciano un gioco decente e si riprendano lo scettro perduto, un augurio da fare anche agli sviluppatori giapponesi in generale che, hanno inventato i videogiochi e ci hanno regalato perle videoludiche uniche, ma che al momento, salvo rare eccezioni, sono rimasti fermi a 10 anni fa. difficile ma mai dire mai.